F.A.Q

Perché lo scarto alimentare è un problema, ma anche un’opportunità?

Il Rapporto FUSIONS ha stimato per il 2012, solo in Europa, 90 milioni di tonnellate di scarti alimentari: 17 milioni (19%) sono rifiuti e sottoprodotti persi lungo la filiera produttiva e durante i processi di trasformazione industriale. 

Il Rapporto FAO 2019 “The State of Food and Agriculture – Moving forward on food loss and waste reduction” conferma questi dati, stimando pari al 16% il food loss (lo scarto alimentare dell’industria di trasformazione) dell’area Europa/Nordamerica. Per l’Emilia-Romagna, dove Packtin è nata e ha il suo quartier generale, si stima che ogni anno vengano sprecate 300.000 tonnellate all’anno di sottoprodotti agroalimentari. 

I dati citati implicano che ogni anno, nel migliore dei casi, il 16% di terreno coltivato, di fertilizzanti, di acqua e di energia viene sprecato, che il 16% di emissioni di CO2 in atmosfera generate dalle pratiche agricole e industriali ha aggravato la situazione climatica globale, senza alcuna contropartita concreta. Tutto ciò è inaccettabile, sia dal punto di vista economico che ambientale. Ma i sottoprodotti agroalimentari sono anche un’opportunità di business, poiché da essi si possono ricavare aromi, fibre e antiossidanti.

Che differenza c’è tra rifiuto, sottoprodotto e coprodotto alimentare?

Ogni processo di trasformazione alimentare punta a creare un prodotto finito principale, ma spesso genera inevitabilmente anche prodotti di altro tipo. Ad esempio per fare del succo d’arancia si spremono le arance, ottenendo da una parte il succo e dall’altra le bucce. Il destino delle bucce dipende dal tipo di trattamento e dalla categorizzazione che il produttore vorrà adottare. Il trattamento più semplice, antiquato e insostenibile è considerare quelle bucce dei rifiuti da isolare e smaltire nel modo più rapido ed economico possibile: uno spreco immenso. 

Invece un primo passaggio di valorizzazione consiste nel trattare le bucce come sottoprodotti, destinandole all’utilizzo in zootecnia o adoperandole come biomassa per la produzione di energia; tuttavia definire le bucce delle arance sottoprodotti è riduttivo e fuorviante. Infatti le bucce sono ricchissime di fibre, vitamine, antiossidanti: molecole preziose, talvolta dal valore superiore al prodotto stesso, che fanno di quelle bucce dei veri e propri coprodotti.  

Packtin è in grado di valorizzare ogni tipo di coprodotto con passione e visione, mettendo a disposizione del mercato il meglio che l’innovazione italiana possa offrire.    

A quali coprodotti si applica il vostro processo?

Il nostro processo di stabilizzazione ed estrazione si applica potenzialmente a qualsiasi coprodotto alimentare, ma per il momento ci stiamo concentrando solamente sui coprodotti di origine vegetale; alcuni di essi sono molto richiesti dal mercato già allo stadio di farine, e per tale ragione li stiamo valorizzando per primi, mentre altri (ad es. vinaccia e bucce di avocado) potranno essere pienamente valorizzati solo attraverso l’impianto di estrazione che stiamo realizzando.

Perché il vostro processo è circolare e sostenibile?

l nostro processo è circolare perché recupera dalle aziende di trasformazione alimentare ciò che fino ad oggi era trattato come un indesiderato sottoprodotto, destinato nel migliore dei casi a essere conferito agli impianti di biogas. Nel nostro caso invece, diventa un coprodotto, valorizzato al 100%: una nuova materia prima a tutti gli effetti che può essere reimmessa nel mercato alimentare.

Il processo è ecosostenibile perché sia l’impianto di stabilizzazione che quello di estrazione sono progettati per consumare meno energia possibile, grazie alla sinergia di diverse tecnologie. Inoltre, acqua e solventi sono recuperati e riutilizzati e ogni frazione dei coprodotti è valorizzata. Il nostro impianto sarà quindi a scarto zero!

Chi sono i vostri fornitori? Quali requisiti devono avere?

I nostri fornitori sono le aziende di trasformazione alimentare. Il requisito più importante è che anche loro gestiscano ciò che prima consideravano uno scarto o al massimo un sottoprodotto come un coprodotto, cioè un prodotto alimentare a tutti gli effetti, secondo i dettami dell’HACCP, per garantire la qualità e la sicurezza del prodotto finito. Inoltre ci assicuriamo con controlli interni della qualità e sicurezza dei coprodotti in entrata. La più alta qualità nutrizionale e la massima sicurezza alimentare sono due dei valori che guidano quotidianamente Packtin.

Quali prodotti e servizi fornite attualmente?

Al momento produciamo farine circolari di alta qualità, ottenute dall’essiccazione a bassa temperatura di coprodotti alimentari. Inoltre, grazie al nostro team scientifico specializzato, offriamo consulenze alle aziende alimentari di tutta Italia per studiare soluzioni tecnologiche e naturali per aumentare la shelf-life dei prodotti freschi.

Ma questo è solo l’inizio: la produzione di estratti e la realizzazione di packaging biodegradabile sono progetti in corso di sviluppo.

Cosa sono le farine circolari?

Le farine circolari sono il primo passaggio di valorizzazione dei coprodotti alimentari. La materia prima, ancora fresca, viene essiccata a bassa temperatura, per preservare intatti i componenti più delicati, come vitamine, aromi e antiossidanti. Grazie a questo processo otteniamo farine al 100% vegetali, di alta qualità nutrizionale, ricche di fragranza, fibre e composti attivi con proprietà salutari, che possono essere utilizzate nelle applicazioni più svariate: dall’industria alimentare alla nutraceutica e alla cosmeceutica. Tra le farine circolari di alta qualità offerte da Packtin vanno senz’altro citate la farina di arancia, la farina di pomodoro, la farina di okara di avena.

Non sono un’azienda, posso acquistare le vostre farine?

Packtin vende principalmente alle aziende, ma se è possibile vengono soddisfatte le esigenze di tutti i clienti. Per qualsiasi necessità è possibile contattare Packtin inviando una mail a: info@packtin.it

I vostri prodotti sono biologici o adatti per alimentazioni speciali?

Tutte le nostre farine naturalmente sono al 100% vegetali, quindi adatte a una dieta vegetariana o vegana, e prive di OGM. Altre caratteristiche, come la presenza di glutine o la provenienza da agricoltura biologica, dipendono dal coprodotto di partenza. Al momento la grande maggioranza dei nostri prodotti sono naturalmente senza glutine, e abbiamo a disposizione sia referenze biologiche che convenzionali per diversi prodotti. Per Packtin è prioritario soddisfare il maggior numero possibile di consumatori, e contribuire a rendere l’industria agroalimentare più sostenibile e plant-based.

Su quali ambiti fate consulenze?

L’ambito principale di cui ci occupiamo è la shelf-life alimentare: studiamo ingredienti e rivestimenti personalizzati per aumentare la shelf-life dei prodotti freschi, usando il più possibile sostanze naturali e mantenendo un’etichetta clean-label. Inoltre sviluppiamo soluzioni tecnologiche insieme alle aziende che vogliono sviluppare prodotti e servizi innovativi a beneficio dei consumatori e del pianeta.

Lavoro nei Media e vorrei parlare di Packtin. Cosa devo fare?

Nel corso degli anni i media hanno dedicato grande attenzione a Packtin e alla sua Fabbrica del Futuro. Ogni richiesta media va indirizzata a comunicazione@packtin.it

Sarei interessato/a a lavorare presso Packtin, cosa devo fare?

Packtin è sempre interessata a conoscere giovani talenti interessati al mondo dell’economia circolare. È possibile inviare il curriculum a info@packtin.it. Tutti i dati saranno trattati ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (GDPR).